venerdì 8 aprile 2011

Le Zozzerie


La pornografia intesa come raffigurazione di situazioni erotiche o scene di sesso ha origini molto antiche: forme di rappresentazione esplicita di atti sessuali sono testimoniate presso la maggior parte delle civiltà della storia, ed è questione controversa se l'importanza relativa della pornografia sia correlata con il "grado di civiltà" di un popolo.
Certamente la pornografia intesa nel senso corrente è un fenomeno moderno, nato come detto precedentemente agli inizi del XIX secolo; nell'esaminare la storia di questo fenomeno, quindi, occorre estendere l'accezione di pornografia ed intendere qualsiasi genere di rappresentazione esplicita di atti sessuali, nudità e così via; tenendo però presente che, al di fuori di alcuni casi, non sempre è ipotizzabile che tale rappresentazione avesse lo scopo di provocare eccitazione nell'osservatore.
Le donne nude e le attività sessuali sono descritte in maniera minuziosa nell'arte paleolitica (vedi ad esempio la Venere di Willendorf), tuttavia, non è sicuro che lo scopo di tali opere fosse il risveglio sessuale, dato che tali immagini possono avere preferibilmente un'importanza spirituale.
Inoltre, proprio in questa epoca sorsero le famose case chiuse (definite bordelli dal linguaggio popolano), che avevano come segno distintivo alcuni disegni pornografici affissi nella porta d'ingresso, ed erano contrassegnati da lucerne a tre bocche. [senza fonte]
Relativamente all'epoca romana, a Pompei sono tuttora in perfetto stato di conservazione i lupanari, case chiuse sulle cui pareti sono ancora presenti rappresentazioni pornografiche. Inoltre sono state recentemente notate raffigurazioni degli organi sessuali maschili e femminili eseguita in alcune strade: per gli organi femminili era segno che la strada in cui ci si trovava era frequentata da prostitute; per l'organo sessuale maschile invece il discorso è diverso: ve ne erano moltissimi scolpiti o disegnati per le vie di Roma. infatti, l'organo maschile eretto era un simbolo portafortuna, da cui è derivato il nostro cornino di corallo. Una particolare sezione del Museo archeologico nazionale di Napoli (vietata ai minori di 14 anni e ai minori di 18 non accompagnati) contiene tutto quello che di pornografico è stato trovato negli scavi archeologici di Pompei: statue, affreschi, suppellettili (e persino giocattoli erotici), che ci fanno supporre che all'epoca questo tipo di raffigurazioni fossero comunemente diffuse.
Nell'aprile del 2005 alcuni archeologi della Germania hanno notato un grosso disegno, di circa 7.000 anni fa, raffigurante un uomo che si piega sopra una donna nel tentativo di veder soddisfatte le proprie richieste sessuali. Tale figura è stata chiamata Adonis von Zschernitz.
Per molto tempo ed, in parte, anche oggi, la pornografia è diventata bersaglio di lazzi e gag umoristiche o satiriche. Addirittura, nel 1920, furono pubblicati negli Stati Uniti d'America, alcuni fumetti d'impronta comica che prendevano bonariamente in giro il mondo della pornografia. Il titolo era Le Bibbie di Tijuana.
Nella seconda metà del XX secolo, la pornografia si è evoluta negli USA grazie ad alcune riviste specializzate per soli uomini, quali a esempio Playboy e Uomo Moderno (entrambe fondate nel 1950). Questi periodici hanno ritratto donne famose completamente nude.
Dal 1960 in poi queste riviste hanno cercato una forma di raffigurazione sessuale più esplicita. Tale ricerca è terminata negli anni novanta, quando erano ormai inseriti articoli ed immagini riguardanti l'amore lesbico, l'omosessualità, la penetrazione, il sesso di gruppo, il feticismo sessuale.

Stampa


Le forme più diffuse della pornografia sono foto che ritraggono donne in atteggiamenti sessuali espliciti, immagini di rapporti sessuali eterosessuali o omosessuali con due, tre o più persone coinvolte.
La stampa dedicata alla pornografia è un mercato che non conosce recessione, composto da centinaia di pubblicazioni periodiche come a esempio Penthouse, Hustler, Private e altre. Altre riviste sono in forma di fotoromanzo porno.
Pubblicazioni di notevole successo commerciale sono i fumetti porno che in Italia e Giappone sono disegnati da fumettisti di fama mondiale. Fra i maggiori autori italiani in questo campo troviamo Guido Crepax , Milo Manara e Giovanna Casotto .

Cinema Zozzo


I primi esempi di filmati pornografici risalgono agli albori del cinema.
Nel corso della seconda metà del XX secolo la pornografia si è diffusa in modo da diventare, in particolare nel corso degli anni settanta, un vero e proprio genere del grande schermo.
L'ambiente della cinematografia, ovviamente, sin dalla sua invenzione, si accorse del potenziale commerciale di questo genere, ma la legge vietava produzione e distribuzione di pellicole a contenuto pornografico in tutte le nazioni del mondo. Persone facoltose finanziavano segretamente la produzione di pellicole porno che venivano acquistate e rivendute all'interno di una cerchia ristretta di ricchi appassionati del genere.
Tali pellicole - che vennero prodotte nelle nazioni dove l'industria cinematografica ebbe i maggiori sviluppi - adesso valgono molto e sono custodite da esperti collezionisti: in Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Svezia e Stati Uniti d ' america le prime pellicole realmente pornografiche, ossia con penetrazioni in primo piano, si girarono nel 1900. Alcune copie, accuratamente restaurate, di pellicole così antiche sono visibili nei musei dedicati alla pornografia. In una pellicola italiana del periodo pionieristico e clandestino, tra i collaboratori alle didascalie si legge chiaramente il nome di Gabriele D'Annunzio.
La produzione pornografica, specialmente negli Stati Uniti, diventò un affare importante per la criminalità organizzata, che riusciva a produrre e distribuire anche in notevole quantità: le autorità riuscirono però a contenere il fenomeno solo fino alla seconda guerra mondiale; col passare del tempo, infatti, il mercato divenne così florido che i fuorilegge potevano promettere lauti compensi a chi collaborava e soprattutto alle interpreti, che spesso erano prostitute di lusso, note quindi anche in certi ambienti di potere.
L'altra decisiva e grande spinta alla produzione della pornografia legale venne dai movimenti hippy. Da tale ambiente di contestatori, attivi soprattutto in California (Los Angeles e San Francisco), provengono i fratelli Jim Mitchell e Artie Mitchell (produttori di film pornografici[1] e amici di Ted Kennedy), Candida Royalle, attrice e produttrice di porno, Larry Flynt, editore e cineasta.
Le autorità della California si resero conto che ormai l'industria cinematografica di Los Angeles considerava il genere pornografico importante per il suo valore non solo commerciale ma anche culturale e politico; lo Stato della California legalizzò quindi nel 1970 la produzione e la distribuzione di pellicole pornografiche: da allora Los Angeles è stata ed è ancora il centro di produzione mondiale meglio organizzato per pellicole, videocassette, dischi digitali di contenuto pornografico, e la qualità di tali prodotti viene apprezzata anche da registi che non girano pellicole di questo genere.
Il primo film pornografico ad essere distribuito legalmente negli Stati Uniti fu Mona: girato nel 1970, esso durava poco meno di un'ora ed è pertanto da considerare un mediometraggio. I registi furono Bill Osco e Howard Ziehm, che utilizzarono i ricavi di tale pellicola per produrre il film cult Flesh Gordon. Nel 1972 venne realizzato Gola profonda con Linda Lovelace, che è tuttora uno dei film più conosciuti in assoluto. Da più parti si ritiene che il miglior film hard in assoluto sia The Opening of Misty Beethoven, noto anche come Misty Beethoven, una pellicola del 1976 diretta da Radley Metzger (con lo pseudonimo, in omaggio alla capitale della Francia, di Henry Paris), alcune parti della quale sono state girate a Roma.
È difficile stabilire quale sia stato il primo film pornografico vero e proprio, cioè destinato alle sale cinematografiche, realizzato in Italia. Probabilmente si tratta di qualche film circolato in Italia in versione soft, ma girato in versione hard nelle copie destinate all'estero (forse già nei primi anni settanta). Un celebre caso di tale usanza è costituito dal film Emanuelle in America, di Joe d'Amato (pseudonimo di Aristide Massaccesi), che conteneva una scena hard girata da Marina Lotar. Forse il primo film girato in Italia in versione hard e circolato nelle sale cinematografiche nazionali è Sesso nero, del 1979, diretto da Joe D'Amato. Questo particolare non deve stupire più di tanto, perché all'epoca era frequente la contiguità di chi operava (o aveva operato) nel cinema "normale" ed in quello hard, al punto che in queste pellicole si trovava a lavorare (quasi sempre in scene non pornografiche, e forse all'oscuro del fatto che tali scene sarebbero state girate e montate) anche più di un caratterista di non trascurabile notorietà. Il primato può essere anche attribuito al film I porno amori di Eva, di Giorgio Mille, le cui scene di sesso esplicito erano assai limitate. A rendere più complessa la questione, il fatto che, per timore di sequestri, le pellicole venivano proiettate con scene più o meno esplicite a seconda della località.
Il primo spettacolo pornografico destinato al grande pubblico in Italia è stato Curve deliziose del 1986 con Cicciolina, Moana Pozzi e Malù-Ramba.

Letteratura, musica, arte



La Fornarina, celebre opera di Raffaello, un tempo veniva considerata "oscena" e "scandalosa". Oggi invece tutti i critici d'arte sono concordi nel dire che si tratta di un grande capolavoro artistico.
Contenuti pornografici sono presenti in ogni forma di comunicazione artistica, come pubblicazioni letterarie (romanzi, racconti, fumetti ecc.).
Esistono forme artistiche con contenuti erotici da alcuni assimilate alla pornografia, in letteratura (valgano per tutti gli esempi di La chiave, dello scrittore giapponese Junichiro Tanizaki, tutta la bibliografia del Marchese de Sade e la letteratura popolare inglese che ha preceduto il romanzo Moll Flanders di Daniel Defoe), nei fumetti (il genere hentai giapponese), nell'arte (La fornarina di Raffaello), nella poesia (Catullo, Marziale, Tibullo, Properzio, Ovidio, Gabriele D'Annunzio e il "divino" Aretino) e nella musica (ad esempio il brano allora giudicato scandaloso Je t'aime... moi non plus di Serge Gainsbourg e Jane Birkin).
Nella pittura e nella fotografia numerosissimi sono i casi di nudità al confine con la pornografia.

Internet


« Il tuo è il sito web non-porno più visitato di Internet: sei al trilionesimo posto! »
(dai Simpson)
La grande disponibilità di pubblico e l'economicità del mezzo, rendono Internet un mezzo molto usato per la distribuzione e la fruizione di materiali a contenuto pornografico. Di fatto, con l'avvento di internet, soprattutto, per la diffusione di sistemi quali il file sharing (condivisione di file), la pornografia è divenuta immediatamente e anonimamente disponibile ovunque e per chiunque. L'ultima conseguenza di questo fenomeno ha, innanzitutto, mitigato il generico sentimento di condanna di fronte a questa forma espressiva, dall'altro ha agevolato l'esplosione o larghissima diffusione di fenomeni quali il genere "amatoriale", consistente nella realizzazione di foto e video di carattere porno-erotico ritraente persone comuni (spesso gli stessi soggetti autori del prodotto). L'impossibilità di individuare talvolta tali individui è data dalla loro abilità (anche dietro commissione) di far rimbalzare il proprio ip attraverso server che non sono raggiungibili dai tecnici delle forze dell'ordine perché ubicati in paesi come quelli dell'Est Europa, dell'Asia e del sud America dove non c'è collaborazione con le forze dell'ordine locali[senza fonte].
Oltre al file sharing, altro canale principale di distribuzione della pornografia via internet è rappresentato dai siti a pagamento, un'attività sempre più lucrosa per i produttori di materiale professionale che stanno privilegiando il web ai canali di distribuzione classici quali edicole, videoteche e sexy shop.