venerdì 8 aprile 2011
Cinema Zozzo
I primi esempi di filmati pornografici risalgono agli albori del cinema.
Nel corso della seconda metà del XX secolo la pornografia si è diffusa in modo da diventare, in particolare nel corso degli anni settanta, un vero e proprio genere del grande schermo.
L'ambiente della cinematografia, ovviamente, sin dalla sua invenzione, si accorse del potenziale commerciale di questo genere, ma la legge vietava produzione e distribuzione di pellicole a contenuto pornografico in tutte le nazioni del mondo. Persone facoltose finanziavano segretamente la produzione di pellicole porno che venivano acquistate e rivendute all'interno di una cerchia ristretta di ricchi appassionati del genere.
Tali pellicole - che vennero prodotte nelle nazioni dove l'industria cinematografica ebbe i maggiori sviluppi - adesso valgono molto e sono custodite da esperti collezionisti: in Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Svezia e Stati Uniti d ' america le prime pellicole realmente pornografiche, ossia con penetrazioni in primo piano, si girarono nel 1900. Alcune copie, accuratamente restaurate, di pellicole così antiche sono visibili nei musei dedicati alla pornografia. In una pellicola italiana del periodo pionieristico e clandestino, tra i collaboratori alle didascalie si legge chiaramente il nome di Gabriele D'Annunzio.
La produzione pornografica, specialmente negli Stati Uniti, diventò un affare importante per la criminalità organizzata, che riusciva a produrre e distribuire anche in notevole quantità: le autorità riuscirono però a contenere il fenomeno solo fino alla seconda guerra mondiale; col passare del tempo, infatti, il mercato divenne così florido che i fuorilegge potevano promettere lauti compensi a chi collaborava e soprattutto alle interpreti, che spesso erano prostitute di lusso, note quindi anche in certi ambienti di potere.
L'altra decisiva e grande spinta alla produzione della pornografia legale venne dai movimenti hippy. Da tale ambiente di contestatori, attivi soprattutto in California (Los Angeles e San Francisco), provengono i fratelli Jim Mitchell e Artie Mitchell (produttori di film pornografici[1] e amici di Ted Kennedy), Candida Royalle, attrice e produttrice di porno, Larry Flynt, editore e cineasta.
Le autorità della California si resero conto che ormai l'industria cinematografica di Los Angeles considerava il genere pornografico importante per il suo valore non solo commerciale ma anche culturale e politico; lo Stato della California legalizzò quindi nel 1970 la produzione e la distribuzione di pellicole pornografiche: da allora Los Angeles è stata ed è ancora il centro di produzione mondiale meglio organizzato per pellicole, videocassette, dischi digitali di contenuto pornografico, e la qualità di tali prodotti viene apprezzata anche da registi che non girano pellicole di questo genere.
Il primo film pornografico ad essere distribuito legalmente negli Stati Uniti fu Mona: girato nel 1970, esso durava poco meno di un'ora ed è pertanto da considerare un mediometraggio. I registi furono Bill Osco e Howard Ziehm, che utilizzarono i ricavi di tale pellicola per produrre il film cult Flesh Gordon. Nel 1972 venne realizzato Gola profonda con Linda Lovelace, che è tuttora uno dei film più conosciuti in assoluto. Da più parti si ritiene che il miglior film hard in assoluto sia The Opening of Misty Beethoven, noto anche come Misty Beethoven, una pellicola del 1976 diretta da Radley Metzger (con lo pseudonimo, in omaggio alla capitale della Francia, di Henry Paris), alcune parti della quale sono state girate a Roma.
È difficile stabilire quale sia stato il primo film pornografico vero e proprio, cioè destinato alle sale cinematografiche, realizzato in Italia. Probabilmente si tratta di qualche film circolato in Italia in versione soft, ma girato in versione hard nelle copie destinate all'estero (forse già nei primi anni settanta). Un celebre caso di tale usanza è costituito dal film Emanuelle in America, di Joe d'Amato (pseudonimo di Aristide Massaccesi), che conteneva una scena hard girata da Marina Lotar. Forse il primo film girato in Italia in versione hard e circolato nelle sale cinematografiche nazionali è Sesso nero, del 1979, diretto da Joe D'Amato. Questo particolare non deve stupire più di tanto, perché all'epoca era frequente la contiguità di chi operava (o aveva operato) nel cinema "normale" ed in quello hard, al punto che in queste pellicole si trovava a lavorare (quasi sempre in scene non pornografiche, e forse all'oscuro del fatto che tali scene sarebbero state girate e montate) anche più di un caratterista di non trascurabile notorietà. Il primato può essere anche attribuito al film I porno amori di Eva, di Giorgio Mille, le cui scene di sesso esplicito erano assai limitate. A rendere più complessa la questione, il fatto che, per timore di sequestri, le pellicole venivano proiettate con scene più o meno esplicite a seconda della località.
Il primo spettacolo pornografico destinato al grande pubblico in Italia è stato Curve deliziose del 1986 con Cicciolina, Moana Pozzi e Malù-Ramba.
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